FEUERBACH

FEUERBACH


INTRODUZIONE AL MATERIALISMO NATURALISTICO DI FEUERBACH

Per Feuerbach l'oggetto privilegiato della filosofia deve essere l'uomo nella sua essenza corporea e biologica, in quanto vero e originario soggetto della storia. Tale prospettiva porta il pensatore a criticare l'idealismo, che ha il torto a suo avviso di interpretare la realtà come una manifestazione dello spirito, trascurandone gli aspetti materiali e sensibili. Coerentemente con il presupposto materialista della sua filosofia, Feuerbach afferma che la religione deve essere ricondotta alle sue origini umane: non esiste alcun essere divino dotato di esistenza autonoma; l'idea di Dio deriva dal fatto che l'uomo proietta fuori di sé le sue qualità più elevate e le oggettiva in un essere dotato di ogni perfezione, a cui si sottomette. La religione comporta pertanto una scissione, un impoverimento, che Feuerbach definisce «alienazione». Per poter migliorare le condizioni di sfruttamento e subordinazione in cui versa l'umanità, bisogna dissolvere l'origine stessa del sentimento di dipendenza: l'ateismo è quindi il presupposto di ogni altra liberazione. 

UNA PERSONALITA' ANTICONFORMISTA

Ludwig Feuerbach  nasce nel 1804 da una famiglia bavarese agiata e colta, studia teologia a Heidelberg e filosofia a  Berlino, dove ha come maestro Hegel. Dopo aver conseguito il dottorato,  a 25 anni incomincia ad insegnare all'università. Egli vive una vita da professore tranquilla interrotta in seguito alla pubblicazione di un libro intitolato "Pensieri sulla morte e l'immortalità". Esso viene ricondotto a lui, seppur anonimo, attirandogli le accuse di "spirito libero", "ateo" e perfino "anticristo in persona". Feuerbach abbandona la cattedra ma non tralascia lo studio, bensì lo intensifica. Nel 1841 esce "L'essenza del cristianesimo" che lo fa conoscere a tutto il mondo scientifico e lo rende famoso. La riflessione di Feuerbach si concentra sull'umanità, vista come insieme di esseri naturali, concreti, inseriti in una comunità sociale e con specifici bisogni materiali. Tale punto di vista comporta una maggior attenzione alle condizioni di vita delle persone, condizioni fondamentali e prioritarie. Il filosofo è convinto che per elevare il livello spirituale di un popolo bisogna migliorarne la situazione materiale. 

La nota espressione attribuita a Feuerbach è:" l'uomo è ciò che mangia", che indica l'esigenza di rivalutare  gli aspetti concreti dell'esigenza di contro alle astrazioni operate dall'idealismo, che "rovesciava " la realtà considerandola fondata sulle idee. In ciò consiste il cosiddetto materialismo naturalistico del filosofo, secondo cui  a fondamento di ogni cosa si deve porre la naturale realtà ontologica primaria che nell'uomo si manifesta tramite il bisogno

- aspetto filantropico

L'ESSENZA DELLA RELIGIONE

Il problema principale della filosofia di Feuerbach è la liberazione dell'uomo dai molti vincoli che l'incatenano, dal più radicale, il vincolo religioso, che lo rende dipendente da una potenza superiore ritenuta divina. Fin da giovane Feuerbach si era interessato alla religione , chiedendosi quale ne fosse l'essenza basandosi in particolare al cristianesimo. A tale argomento si riferisce l'opera maggiore del filosofo in questione, L'essenza del cristianesimo  che segna il passaggio da una concezione teologica  ad una antropologica per la centralità attribuita all'uomo naturale e sensibile.  

In questo scritto Feuerbach sostiene che non esiste alcun essere divino dotato di esistenza autonoma: l'idea di Dio deriva dal fatto che l'uomo proietta fuori di sé le sue qualità più elevate e le oggettiva in un essere dotato di ogni perfezione, a cui si sottomette. In tale prospettiva non è più Dio a creare l'uomo a propria immagine e somiglianza, ma è l'uomo che produce l'idea delle divinità nell'"immaginazione" e nella "rappresentazione". L'amore , la volontà e la ragione sono proprietà umane esternate in un oggetto della fantasia e Dio è pertanto la realizzazione  ideale dei bisogni dell'umanità e nello stesso tempo la personificazione delle sue doti migliori. 

L'ALIENAZIONE RELIGIOSA

La religione comporta pertanto una scissione e un impoverimento che Feuerbach definisce con "alienazione" , un termine  ripreso da Hegel. L'uomo aliena la propria essenza, la pone fuori di sè , la oggettiva in un essere trascendente, proiettando i suoi attributi positivi, i suoi desideri e le sue aspirazioni.Nella sua opera il discorso religioso viene ad intrecciarsi con quello politico: l'uomo che crede in Dio e si sottomette a lui assume un atteggiamento di dipendenza e di inferiorità che si riflette  sulla vita concreta e sui rapporti instaurati nella società. L'ateismo diventa il presupposto dell'emancipazione dell'umanità. Per Feuerbach, infine, la trasformazione delle idee può portare alla trasformazione di una realtà che non sempre è razionale.

















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